Comune di Malnate

Font Size

Cpanel

storia del museo

La prima sede del Museo fu la Villa Ponzoni, nel Parco 1° Maggio. Si trattava di un salone rettangolare al piano superiore; la parte principale era occupata da un giro chiuso di vetrine rettangolari piane, che proponeva la successione delle ere geologiche: al loro interno vi erano alcuni fossili. Su alcuni lati del salone vi erano delle vetrine verticali contenenti invece
minerali. Negli anni novanta, in seguito alla scoperta della conchiglia Emiliomya malnatensis (avvenuta nel 1984), in una parte ristretta del salone furono aggiunte, disposte a formare un quadrato, delle altre vetrine dove era esposta la “conchiglia di Malnate” con la malacofauna ritrovata insieme ad essa, e corredate da alcuni cartelloni.
Il museo è nato grazie all’incalzante iniziativa del signor Mario Realini, che aveva coinvolto altri cittadini di Malnate, i quali con le loro donazioni, principalmente minerali e fossili, volevano lasciare un “segno culturale importante” nel loro territorio.
Anche l’Amministrazione comunale fu sensibile a questo progetto e così oltre a fornire la sede, s’impegnò con un atto consiliare a creare uno Statuto-Regolamento, e previde anche dei capitoli del bilancio comunale destinati a sostenere spese per il personale, gli arredi, le attività culturali e gli incrementi delle collezioni. Anche il periodo storico era favorevole, in quanto anche altre realtà comunali si erano attivate allo stesso modo e vi era stato un fiorire di associazioni dove si radunavano persone con lo stesso interesse di scoprire i tesori della terra che, allora, erano ancora sconosciuti.
Nei primi anni di vita il museo era visitabile su appuntamento, promuoveva giornate-scambi dove gli interessati si incontravano e scambiavano informazioni e novità ed il signor Realini era sempre disponibile a fare da guida alle classi scolastiche. Dal 1983 al 1994 il museo fece parte del Sistema Museale dell’Alta Valle Olona, il cui scopo principale era la pubblicazione di testi specifici sia di carattere locale che generale. Un evento “precursore” per i tempi in cui nacque: infatti è solo negli ultimi anni chesi parla di creare “sistemi museali” per elevare la qualità ed il servizio al pubblico, oltre che a garantire la vita stessa dei musei.

La situazione cominciò a diventare più “tecnica e seria” quando fu scoperta dal signor Realini, e studiata dal Prof. Cesare Corselli, l’Emiliomya malnatensis.
Il museo diventò allora depositario di un bene proprio e locale, non solo di raccolte particolari, e doveva essere più legato alla vita dei cittadini. Nel 1995 il Museo venne trasferito nella Palazzina della Cultura, in via Matteotti.
Il museo era gestito dal Conservatore e da una Commissione di Gestione, costituita da tre politici (due di maggioranza, uno di minoranza) e da quattro persone proposte da Associazioni di settore. Ogni Commissione e la nomina del Conservatore duravano quanto il mandato del Sindaco. Dal 1998 è in carica l’attuale Conservatrice e da quell’anno, dopo anni di relativa chiusura, tutti i membri della Commissione furono d’accordo sul fatto che il museo dovesse essere sempre aperto e offrire dei servizi continui, che si dovesse insomma fare un salto di qualità e trasformare un semplice salone in una sede di rappresentanza locale, culturale e con tutti i criteri e le caratteristiche che distinguono un museo in senso stretto.
Il primo atto fu di inventariare e rinumerare tutto ciò che era nel museo per poter definire bene quale fosse il patrimonio del Comune (non si deve dimenticare che il museo è comunale), e poi di creare le ‘Sezioni’, in modo da avere un criterio logico per esporre quasi tutti i materiali di differenti tipi e origini.

Furono stabiliti degli orari d’apertura fissi, garantendo così l’ingresso del pubblico, e si cominciò a proporre una serie di laboratori didattici destinati agli scolari, arricchendo così la semplice visita guidata.
Si creò infine una biblioteca, con testi specifici attinenti alle discipline rappresentate nel museo.
Nel 1999 il Museo fu completamente trasformato, con la creazione di un percorso e percorsi singoli destinati ad ognuna delle sezioni. La sede era sullo stesso piano in condivisione con la Biblioteca e constava di due corridoi e tre stanze, oltre a dei piccoli locali destinati ad un ufficio ed al magazzino, anche con un punto informativo sulle attività e sui contatti con altre realtà museali e naturalistiche.
Nel tempo l’Amministrazione comunale recesse dall’impegno di sostenere il personale tecnico del museo, ma continuò a fornire fondi per l’acquisto dei reperti e le iniziative da proporre al pubblico: così ogni anno sono state incrementate le collezioni al fine di avere ‘pezzi’ di notevole importanza dal punto di vista del ritrovamento o per la didattica come uova di dinosauro, calchi di pelle di dinosauro o crani di ominidi, parti di mammouth, impronte di rettile o alghe fossili, da cui si è sviluppata la vita sulla terra, solo per citarne alcuni.
In ogni sezione vi sono elementi che riconducono alle peculiarità naturali e storiche di Malnate: in Psammofilia sono esposte tutte le varietà di sabbie da fiumi e cave di Malnate; in Litologia i frammenti di arenaria tipica della zona; in Paleontologia l’Emiliomya malnatensis e l’ammonite ritrovatadi recente; in Paletnologia la copia della spada ritrovata a Rogoredo, nonché le foto degli altri reperti; in Gemmologia il tavolo originale del lapidario Ambrogio Malnati vissuto a Malnate; in Zoologia il diorama con l’airone che si può vedere lungo il fiume Olona. Nello stesso tempo il Museo è punto di riferimento per quanti vogliano donare le loro collezioni, anche di notevole importanza. Il Museo si attiva ogni volta che riceve segnalazioni, come è avvenuto nel 2006 per il ritrovamento di un’ammonite, o quando si faccia attività di controllo sul territorio durante lo svolgersi dei lavori pubblici, come gli ultimi scassi per trovare sorgenti d’acqua.
In particolare la Sezione Psammofila è balzata agli onori delle cronache nazionali in qualche occasione, sia sulle pagine del giornale “Oggi” dedicate al museo, sia anche in un servizio televisivo durante il telegiornale di Canale 5, rete Mediaset nell’estate del 2006. Quanti cittadini di Malnate e non, vengono a donare le sabbie raccolte durante le vacanze per avere così la “Tessera di Donatore” del museo!
La Biblioteca, dai 159 libri iniziali, è arrivata a disporre di più di 1200 volumi, grazie soprattutto alla donazione del Fondo Bertolone, costituita da testi, riviste ed estratti riguardanti archeologia, arte e storia. Tanto importante che è stata oggetto di un progetto finanziato dalla Regione Lombardia, settore Beni Librari, per il restauro di alcuni volumi. Da ricordare che il Museo è abbonato anche a riviste specializzate, acquista regolarmente nuovi testi ed effettua lo scambio di pubblicazioni con altri enti, quali musei ed associazioni di settore. Tutti i libri sono archiviati e già presenti, nei fondi speciali, nel sito del Sistema Bibliotecario della Valle dei Mulini, di cui la biblioteca di Malnate è capofila.
I laboratori didattici sono stati perfezionati e sono aperti a qualunque sperimentazione, in accordo con le scuole: scuola dell’infanzia, elementare, medie e superiori. Alcuni istituti ogni anno ripetono le attività secondo progetti ideati e strutturati “ad hoc” dagli operatori del museo e gli insegnanti, progetti che prevedono sia l’operare al museo sia nelle loro sedi, sempre con verifica finale su quanto compiuto.
Dal 2007 il Museo è stato invitato a far parte del Progetto EST (Educare alla Scienza ed alla Tecnologia): un progetto che si rivolge ai bambini ed ai ragazzi delle scuole elementari e medie  della Lombardia per avvicinarli alla cultura scientifica, promosso e finanziato dalla Fondazione Carialo con partnership di Museo Civico di Storia Naturale di Milano, Regione Lombardia, Ufficio scolastico Regionale per la Lombardia e Fondazione Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
Le sezioni oltre ad essere ‘belle’ per i reperti che le compongono, sono strutturate proprio per spiegare agli scolari la successione cronologica e consentono una visita agevole, sia per il pubblico già conoscitore, sia per chi per la prima volta entri in un museo, grazie a pannelli esplicativi e a didascalie.
Il Museo è cresciuto a tal punto che nel 2004 è stato riconosciuto dalla Regione Lombardia, sia pure come Raccolta Museale. Da non sottovalutare che circa la metà dei musei di Lombardia che ha richiesto di essere riconosciuti non ha ottenuto alcun tipo di riconoscimento per mancanza di requisiti fondamentali richiesti. Nel corso di questi anni il Museo ha collaborato e collabora tuttora con associazioni del territorio di Malnate, come PLIS “Valle del Lanza”, AVIS, sezione di Malnate, la Focale, ARS, e fuori, Centro Mineralogico Varesino, Società Archeologica Comense, Museo dei Fossili di Besano e Civico Museo di Induno Olona, per citarne alcuni. In particolare dal 2004 è in atto una convenzione con l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, nell’ambito della quale vi sono state varie occasioni di collaborazione. Sono state svolte gite, conferenze, concorsi, mostre temporanee, sezioni sperimentali e progetti con altre associazioni di settore e con altri musei. Infine il Museo partecipa alle iniziative della Provincia di Varese e col Ministero dell’Università e Ricerca Scientifica durante le settimane dedicate alla cultura.
Nel 2005 il Museo si è dotato di un Regolamento rispondente a tutte le esigenze e richieste imposte dalla regione Lombardia; ciò ha imposto grandi cambiamenti, come lo scioglimento della Commissione di Gestione. Da quel momento è nata l’associazione Gammar (Gruppo Associato Museo Mario Realini), riconosciuta ed iscritta al Registro delle associazioni e dal 2005 convenzionata col Comune di Malnate, costituita per lo più da persone che già da anni si adoperano nel Museo e conoscono bene lo svolgimento della “vita museale”, garantendo così professionalità e specificità, dato che è nata per il museo stesso.
Il 1° Maggio 2007 il museo si è trasferito definitivamente nella Villa Braghenti, una villa liberty (un tempo proprietà della famiglia Braghenti) situata nell’omonimo parco pubblico, con un allestimento completamente rinnovato. È stato compiuto un restauro conservativo della struttura, apportando limitate modifiche, dovute all’inesorabilità del tempo. Tutta la villa è stata destinata a sede museale, rispettando le normative di sicurezza e le esigenze di spazi adeguati e consoni ad un museo, come richiesto dalla  Regione Lombardia.
Il Museo comprende otto sezioni visitabili:
I Sezione Psammofila
II Sezione Litologica
III Sezione Mineralogica
IV Sezione Paleontologica
V Sezione Paletnologica
VI Sezione Gemmologica
VII Sezione Zoologica
VIII Sezione Mostre temporanee
La Sezione Metallurgica è attualmente in allestimento e non visitabile.



L’ASSOCIAZIONE GAMMAR
 
GAMMAR è un’associazione formalmente costituita presso l’Ufficio del Registro, è iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di volontariato , è considerata ONLUS ed è apartitica.
Gli scopi e le finalità sono :
• collaborazione con il Museo Civico di Scienze Naturali “Mario Realini” di Malnate al fine della sua promozione e valorizzazione;
• divulgare la cultura storica naturalistica e scientifica;
• promuovere e favorire iniziative intese al miglioramento tecnico, scientifico,informativo delle discipline inerenti al Museo, curando e favorendopubblicazioni, convegni, mostre, conferenze, etc.
• raccolta di fondi da destinare al museo.
Inoltre ha anche come compiti :
• servizio di accoglienza presso il Museo;
• servizio di accompagnamento e guida ai visitatori del Museo;
• promozione di iniziative divulgative e culturali intese ad accrescere la
conoscenza dei valori storici e scientifici depositati nel museo.
La specificità degli associati garantisce un servizio al museo e quindi alla cittadinanza stessa di Malnate e non , tale che si è stipulata una Convenzione col Comune di Malnate proprio inerente alla collaborazione col museo.



        MARIO REALINI

 

Mario Realini ha avuto la determinazione, la passione e la straordinaria volontà di realizzare quello che è stato da sempre il suo sogno: un museo che accanto ai fossili raccogliesse anche minerali e sabbie che testimoniassero la storia del nostro territorio, ma anche più in generale l’evoluzione della Terra. Infatti è stato l’uomo che con  pazienza ha raccolto, in decine di anni, migliaia di reperti che hanno poi costituito il nucleo primario della collezione del Museo Civico di Malnate.

Questa sua passione, e questo suo sogno poi realizzato, gli hanno giustamente fatto meritare il più alto riconoscimento di Malnate, il “Ponte d’Oro” nel 1997 .

La donazione della sua collezione di minerali e fossili, insieme a quelle di altri collezionisti, consentì nel 1978 l’allestimento e la collocazione in uno spazio della Villa Ponzoni di una esposizione museale. La passione per la sabbia ed il mare, unita ad un intuito straordinario, fece sì che nel 1984, in seguito a lavori di scavo in località Bagoderi, Realini recuperò

una quantità di fossili che grazie alla collaborazione del professor Cesare Corselli dell’Università di Milano vennero classificati come Emiliomya malnatensis.

Il Museo è stato intitolato a Mario Realini per rendere omaggio all’uomo che, con il suo impegno e la sua passione, ha reso possibile la realizzazione di una struttura che è vanto e prestigio del Comune di Malnate.

 

  

Sei qui: Home Museo ViviMalnate storia del museo