Cari concittadini,
mercoledì 15 aprile, nella nostra Sala Consiliare, abbiamo ridato vita a una pagina di storia troppo spesso dimenticata, ma di straordinaria importanza. La conferenza “Samba, Fucile, Umanità” ha riportato sotto i riflettori il ruolo della Força Expedicionária Brasileira, la FEB, in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’occasione preziosa per riflettere insieme, in vista delle celebrazioni del 25 aprile, su un capitolo di coraggio e fratellanza che unisce i nostri popoli.
I 25.000 soldati brasiliani, noti come “Pracinhas”, attraversarono l’oceano tra il 1944 e il 1945 per unirsi alla lotta di Liberazione contro l’occupazione nazifascista. Il loro motto, “Il serpente fuma”, racconta una storia affascinante: in Brasile si diceva ironicamente che fosse più facile vedere un cobra fumare la pipa che il Paese entrare in guerra. Eppure, quei giovani scelsero proprio quel simbolo come stemma, smentendo ogni scetticismo con il sangue versato in battaglie epiche come quelle di Monte Castello e Montese, tra Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte.
A guidarci in questo viaggio nella memoria sono stati due ospiti eccezionali: Mario Pereira e il professor Giuliano Tessera, cittadino malnatese e docente appassionato. Mario, figlio di un soldato FEB che dopo la guerra rimase in Italia per custodire il cimitero dei compagni caduti a Pistoia, porta avanti con devozione l’opera del padre come divulgatore. Insieme hanno reso viva una vicenda che merita di uscire dai libri di testo per entrare nei nostri cuori.
Un momento di profonda emozione è stato la consegna di una medaglia dello Stato brasiliano al professor Tessera, per il suo impegno instancabile nel tramandare questa storia. L’onorificenza è stata recapitata dal comandante della Stazione dei Carabinieri di Malnate, il luogotenente Domenico Diglio, a nome di tutti noi.
L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura, ci ricorda che “ricordare il contributo della FEB significa riconoscere la libertà come valore universale, capace di unire popoli lontani”. Per approfondire, Mario Pereira ha generosamente donato alcuni testi alla nostra Biblioteca Comunale, ora a disposizione di chiunque voglia conoscere meglio quegli uomini. Non portarono solo fucili e caccia P-47 in Italia, ma un’umanità profonda e una solidarietà sincera verso la popolazione civile, provata dal conflitto.
Vi invito a non dimenticare. Insieme, custodiamo questa eredità di pace e ricordo.