La rubrica del Sindaco: Un PGT per il futuro di Malnate: trasparenza, fatti e visione strategica contro la disinformazione

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La Variante Generale del PGT definisce le strategie per lo sviluppo futuro di Malnate. In questo articolo sono illustrati gli obiettivi e i contenuti principali del Piano, per garantire ai cittadini un'informazione chiara e trasparente.

Data di pubblicazione:

06 Luglio 2026

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Cari concittadini, a conclusione di un percorso lungo, rigoroso e approfondito, ci troviamo davanti a un passaggio fondamentale per il futuro della nostra comunità: l’approvazione della Variante Generale del nostro Piano di Governo del Territorio (PGT). Prima di entrare nel merito tecnico ed ecologico di questo importante documento, ritengo doveroso fare un passaggio politico chiaro e definitivo, per fornirvi elementi informativi concreti di fronte alle illazioni e alle narrazioni distorte espresse sui principali canali social in queste settimane.

Quanto è emerso in questa campagna mediatica rappresenta un utilizzo scorretto e strumentale della comunicazione. Attraverso slogan da perenne campagna elettorale, si è scelta la via della disinformazione o dell’informazione approssimativa, alterando la realtà, minimizzando gli obiettivi di questo PGT e preferendo vignette e slogan poco rispettosi del lavoro svolto da professionisti e tecnici qualificati.

Ostruzionismo vs Trasparenza: la realtà dei fatti
I documenti generali di questo PGT sono in possesso dei consiglieri di opposizione e a disposizione di tutta la cittadinanza da almeno un anno, e le controdeduzioni specifiche sono nelle loro mani fin dall’inizio di giugno. Il percorso iniziale stabilito da questa amministrazione prevedeva lo svolgimento di due commissioni ad hoc, seguite dalla convocazione del Consiglio Comunale. Nonostante il materiale fosse ampiamente noto, abbiamo ascoltato con rispetto le sollecitazioni delle opposizioni, che chiedevano ulteriore tempo per l’approfondimento. Da Amministrazione democratica, abbiamo introdotto una terza commissione straordinaria e abbiamo posticipato il Consiglio Comunale, decidendo di dedicare ben tre intere serate al dibattito e al voto.

Purtroppo, a causa della singolare richiesta delle minoranze di procedere alla lettura integrale di ogni singola osservazione — una modalità singolare, non prevista da alcun regolamento e che credo veda il nostro Comune come l’unico in tutta Italia ad aver portato avanti una simile procedura — le tre serate iniziali non sono bastate. Di fronte a circa 104 osservazioni, una prassi del genere allunga i tempi di approvazione e blocca l’attività amministrativa; basti pensare a comuni più grandi dove le osservazioni sono centinaia: una scelta simile renderebbe impossibile qualsiasi approvazione.
Tuttavia, proprio per evitare sterili discussioni, pretesti polemici o accuse di voler “tagliare il dibattito”, abbiamo scelto di concedere questa modalità e di aggiungere ulteriori due commissioni e un’altra data di consiglio comunale “fiume” per completare i lavori.

Il Bilancio Ecologico Comunale: zero cemento, più tutele
Questo PGT si fonda su sei linee programmatiche precise: la valorizzazione dell’identità storica, la tutela del suolo libero, l’autonomia energetica, la sicurezza e il miglioramento della qualità della vita e dei collegamenti. Proponiamo un modello innovativo: la “città dei bambini e degli anziani”, dove lo spazio urbano si ricuce attraverso assi ciclopedonali sicuri, trasformando anche i cortili storici e le Case Aler in luoghi vivi di aggregazione. La maggioranza si è espressa a favore delle controdeduzioni, allineandosi al parere dei tecnici, guidati dall’interesse pubblico e senza farci bloccare da ideologismi, trovando il giusto equilibrio tra le necessità della città, i diritti dei privati e la tutela dell’ente pubblico.

Per dare forza a questa visione, presento i dati scientifici e insindacabili del nostro Bilancio Ecologico Comunale, che smentiscono ogni accusa di cementificazione. Questo Piano rispetta rigorosamente i criteri di sostenibilità ambientale e la legge regionale 31/14. Il saldo del consumo di suolo agricolo è pari a zero. Abbiamo declassato e retrocesso alla destinazione agricola ben 37.314 metri quadrati di aree che i piani precedenti destinavano all’edificazione. Il bilancio ecologico finale è quindi in attivo, con un segno nettamente negativo sul consumo di nuovo suolo.

A riprova di ciò, per ogni singola Area di Trasformazione abbiamo introdotto tre vincoli insindacabili:

  1. L’obbligo tassativo di sottoporre gli interventi a Indagine Ambientale Preliminare per la verifica di suolo e sottosuolo.
  2. L’obbligo di adottare soluzioni tecniche che garantiscano la permeabilità dei suoli per tutte le nuove superfici destinate a parcheggio.
  3. Il rispetto di una superficie permeabile minima rigorosa (dal 20% al 30%) all’interno dei comparti rigenerati.

Gli interventi strategici sul territorio
Entriamo nel merito delle tematiche principali che hanno acceso la discussione:

  • La Rigenerazione del Centro Storico (AT1 – Via Somalia / Via Torquato Tasso): Questo ambito di 1.885 mq mira al recupero di un edificio a corte, fondamentale per la memoria storica di Malnate. Non aumentiamo le volumetrie (superficie lorda e altezze rimarranno quelle esistenti), ma creiamo un mix di funzioni compatibili con la residenza e una forte dotazione di verde privato (minimo 20%). L’intervento è vincolato al parere della Soprintendenza e si inserisce nell’asse ciclopedonale strategico stazione-nucleo antico.
  • La Riqualificazione di Via Libia e Via Tallachini (AT2): L’obiettivo è bloccare il degrado di un’area ricca di edifici dismessi, oggi ridotta a una discarica a cielo aperto. L’intervento su questo ambito da 8.800 mq seguirà una pianificazione attuativa in stretta sinergia con l’Amministrazione. I dati tecnici smentiscono ogni polemica: la SL prevista è limitata a 5.400 mq con altezza massima di 16 metri e superficie permeabile minima del 30%. I parcheggi privati potranno essere interrati, per azzerare l’impatto visivo ed esterno. Il PGT definisce qui chiari obiettivi pubblici: la realizzazione di un parcheggio a nord (a servizio di via Matteotti e della scuola Battisti) e uno a sud (verso la statale Briantea, funzionale alla viabilità). Inoltre, il soggetto attuatore dovrà cedere al Comune un edificio di circa 1.300 mq completamente recuperato a proprie spese, da destinare a magazzino comunale, preservando e valorizzando l’area verde alberata esistente.
  • L’Hub Sportivo di Via Milano: I terreni di oltre 38.000 mq vengono finalmente sottratti a una condizione di incompiutezza. Attraverso lo strumento della perequazione, la vocazione dell’area viene blindata sul fronte sportivo e dei servizi. Il Comune otterrà la cessione gratuita di oltre 25.000 mq di aree pubbliche, con la prescrizione fondamentale di mantenere lo spazio necessario alla realizzazione della nuova pista di atletica, completando così la cittadella dello sport per i nostri ragazzi.
  • Il Nucleo di Antica Formazione e il collegamento con il Cimitero: La nostra visione mira a creare un nuovo e sicuro accesso al centro storico, mettendolo in relazione con il cimitero e la chiesa prepositurale. In questa strategia si inseriscono due tappe fondamentali: il recupero dell’Ex Lavatoio e il collegamento pedonale verso il Cimitero. Su quest’ultimo punto, la polemica sollevata sull’inserimento di alcuni elementi ludici per bambini, rappresenta una visione distorta della proposta. Non si parla né di parco giochi, né di luna park, ma di installazioni integrate nello spazio verde, all’interno del nuovo parcheggio di servizio. È una scelta urbanistica innovativa, ma consolidata in molti comuni europei e italiani, che promuove la multifunzionalità degli spazi per renderli vivi, accoglienti e frequentati. La sociologia urbana insegna che i luoghi vissuti dalle famiglie e dai bambini allontanano intrinsecamente il degrado e la microcriminalità.

Equità per i quartieri: il caso di Via Colombo/Caprera e il rilancio di Gurone
Rispetto all’ambito numero 4 (Via Colombo, Via Caprera e aree analoghe), è necessario riportare il confronto alla realtà urbanistica. Se quei terreni fossero stati davvero prati agricoli tutelati, nessuno avrebbe mai pensato di modificarne la destinazione. Ma la storia ci dice altro: quelle aree non sono mai state agricole, la loro destinazione a “servizi pubblici” risale addirittura al PGT dei primi anni ‘70. Per oltre quarant’anni, però, quella previsione è rimasta sulla carta: nessuna amministrazione è riuscita a espropriare o acquisire quei terreni per realizzare le opere.

Qui emerge un tema di fondamentale equità amministrativa e giuridica: non è corretto tenere per decenni un proprietario privato sotto un vincolo perpetuo, che l’ente pubblico non è in grado di attuare. Il nostro piano affronta questa situazione senza pregiudizi ideologici, applicando un principio di equilibrio. Abbiamo superato il vecchio sistema di concessione di volumetria in altri spazi (che a Malnate ha solo bloccato le aree), scegliendo la strada della perequazione in loco, una soluzione più lineare e trasparente che permetterà, come in via Colombo, di integrare spazi privati, aree pubbliche e parcheggi.

Infine, uno sguardo attento alla frazione di Gurone, che negli anni è cresciuta fino a sfiorare i 7.000 abitanti, senza però vedere uno sviluppo adeguato dei servizi di prossimità. La quasi totale assenza di negozi di quartiere pesa soprattutto sulle persone anziane e fragili. Il PGT ha il dovere di creare le condizioni affinché le poche attività economiche rimaste, possano continuare a operare e rimanere vive. In quest’ottica, il tema dei parcheggi assume un valore strategico: garantire adeguati spazi di sosta significa permettere ai cittadini di raggiungere e sostenere il commercio locale di Gurone e di tutta Malnate.

Conclusione
Voglio ribadirlo chiaramente: il PGT mette a terra una visione di sviluppo e delle linee strategiche, non delle soluzioni rigide e preconfezionate. Chi in futuro vorrà costruire o intervenire a Malnate, dovrà negoziare con l’Amministrazione, sempre sotto il controllo pubblico, nel pieno rispetto delle rigidissime prescrizioni ambientali e nell’esclusivo interesse dei cittadini. Siamo chiamati a scegliere se lasciare Malnate ferma nelle difficoltà che conosciamo, oppure dotarla degli strumenti necessari per affrontare con fiducia le sfide del futuro. Facciamolo con spirito costruttivo, nella consapevolezza che il PGT non riguarda il presente di un’amministrazione, ma il futuro dell’intera comunità.

 

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Ultimo aggiornamento: 06/07/2026, 13:19
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